USURA E ANATOCISMO

LA TUA BANCA È VERAMENTE ONESTA?Verifichiamo la presenza di usura, anatocismo e anomalie su contratti bancari, forniamo servizi legali per la ristrutturazione dei debiti attraverso l’abbattimento delle relative posizioni.

USURA E ANATOCISMO

Verifichiamo la presenza di usura, anatocismo e anomalie su contratti bancari, forniamo servizi legali, ristrutturiamo il debito attraverso l’abbattimento delle relative posizioni (L. 3\2012), rinegoziamo mutui.
 
Riusciamo a fornire questi servizi a prezzi davvero contenuti, grazie ad un’organizzazione  efficace e competitiva, in modo da mettere il cliente al primo posto.
 
Ci avvaliamo della collaborazione di professionisti che  affiancano il cliente e operano nel massimo della trasparenza al fine di dare risposte puntuali, precise e tempestive.
 
E' rivolto a imprenditori, lavoratori e famiglie che sono stati vessati dal sistema bancario, offrendo loro, attraverso competenti ed esperti professionisti, consulenza, assistenza legale e peritale in materia di anatocismo bancario, usura o accertamento di altre irregolarità e anomalie bancarie.
 
 
Documenti necessari in caso di contratto di Mutuo/Leasing, Prestiti e Finanziamenti:
  • Contratto di mutuo/Leasing, Prestito o Finanziamento;
  • Documento di sintesi;
  • Eventuali appendici di condizioni generali o polizze assicurative sottoscritte  contestualmente.
 
Si redige in tempi estremamente contenuti una pre-analisi circa la sussistenza di anomalie bancarie, anatocismo e usura sulla base della documentazione consegnata dal cliente.
 
FASE PERITALE
  • Consegna delle risultanze della pre-analisi.
  • Sulla scorta della pre-analisi ottenuta e una volta che abbia optato per il recupero del credito o abbia deciso di contrastare le pretese dell’intermediario finanziario, il cliente sottoscriverà un contratto di conferimento di incarico per la redazione di una analisi contabile /perizia approfondita.
  • La perizia sarà posta alla base dell’azione di recupero o di contrasto alle pretese bancarie, secondo una precisa strategia concordata in modo puntuale e preciso con il legale.
 
 
 
Opposizioni a decreti ingiuntivi, atti di precetto ed esecuzioni promossi dagli intermediari finanziari  – L. 3\2012 – legge salva suicidi
 
È storia, tristemente, sempre più frequente dei titolari di conti correnti bancari che, non riuscendo a ripianare l’affidamento concesso per varie vicende personali e/o economiche, si vedono notificare un’ingiunzione di pagamento immediatamente esecutiva da parte della Banca e, comprensibilmente, cadono nel panico perché, nel caso più frequente di contestuale notifica dell’atto di precetto, si vedono esposti al rischio concreto di subire un’esecuzione forzata, in caso di mancato pagamento nei dieci giorni successivi.
 
In questi casi una possibile strategia difensiva potrebbe essere quella di promuovere l’opposizione a decreto ingiuntivo chiedendo al giudice di pronunciare, inaudita altera parte, ordinanza di sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo ex art. 649 c.p.c. e ciò sulla base di alcuni rilievi che, senza alcuna pretesa esaustiva, sono indicati di seguito.
È noto che, ai sensi e per gli effetti dell’art. 50 TUB, gli estratti di conto corrente certificati da un dirigente della banca ricorrente, costituiscono prova documentale adeguata all’emissione di ingiunzione ex art. 633 c.p.c.
Questa documentazione, tuttavia, soffre dello stesso limite, cioè che si tratta pur sempre di materiale compilato unilateralmente dal ricorrente sulla base di risultanze soltanto contabili, ma che nulla dice del rapporto sostanziale ad esso sotteso: come la vìdima dei libri contabili da parte del notaio, anche la certificazione degli estratti conto da parte del dirigente, costituisce semplicemente un’attestazione di regolarità della tenuta contabile, ma nulla prova circa il rapporto esistente tra le parti.
(Si potrebbe obiettare che gli estratti conto vengono periodicamente inviati al cliente il quale ha tempo 60 gg per le inviare contestazioni ex art. 119 TUB: vero. Tuttavia, l’inoltro della corrispondenza non sempre è regolare e, soprattutto, quando avviene, è solitamente effettuato tramite posta ordinaria con la conseguenza che l’istituto di credito spesso non è in grado di provare l’avvenuta ricezione da parte del correntista).
 


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